C’è un rimedio antico a un problema molto moderno: una mano che si prende cura di noi, ci offre attenzione, ci accoglie e risveglia un sapere, un sentire profondi da cui attingere per superare il momento. Una mano che fa un massaggio.
 
Capita sempre più spesso, infatti, di vivere a un livello mentale, fortemente astratto, dove le nostre proiezioni, immaginazioni ed elucubrazioni riempiono di disagio la nostra mente. Il nostro corpo e la nostra fisicità non esistono più per noi e il corpo chiede aiuto con sintomi chiari e a volte molto intensi.
 
Secondo la medicina tradizionale cinese non esiste una dimensione corporea separata da quella emotiva e spirituale; tutto è legato a tutto, in un unico indissolubile.
 
Per questo, riequilibrare il corpo col massaggio significa portare serenità anche alla mente. Prendersi cura delle necessità di base dell’essere umano porta alla pienezza spirituale, alla forza e centratura mentale.
 
Mi stupisco spesso di come il massaggio sia considerato un lusso o qualcosa che si fa per combattere la cellulite. Io credo che sia piuttosto un modo di vivere, un modo per riconnetterci con la nostra “materia”, le nostre radici, la nostra essenza.
 
Infatti, le mani del terapista non fanno nulla di miracoloso: portano alla nostra percezione parti di noi che non sappiamo più sentire e, sentendole, capiamo che abbiamo calore che ci scalda, sangue che si riattiva, elasticità che può sconfiggere la rigidezza, forza interiore a cui connetterci per tornare a stare bene.
 
La tecnica e l’esperienza professionale sono ovviamente importanti ma anche la capacità empatica, l’ascolto e la passione. Con queste semplici doti due esseri umani sanno comunicare anche senza molte parole. E insieme, fanno piccoli passi per superare i problemi focali del nostro tempo: depressione, fobie, paure, attacchi di panico, ansia e instabilità dell’umore.
 
I miei massaggi e trattamenti di Riflessologia, Tuina, digitopressione sono riconosciuti dalle Casse Malati e lezioni di Qi Gong
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